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Un'antologia con tutti i testi del cronista-scrittore dedicati alla città in cui visse e lavorò sempre
Prima domanda. È possibile innamorarsi di una città "universalmente nota per i suoi scarsi doni estetici", "d'eccezionale bruttezza", fumigosa, gelida d'inverno, rovente d'estate, piscinina, eternamente indaffarata, caotica quando ci si butta nelle sue strade, riservatissima quando ci si chiude nelle case, "con lo standard di vita più alto ... la città più cara" (detto nel 1966!), con troppe auto, pochi taxi e ancor meno posteggi, i cui abitanti si autocondannano al castigo penale dei "pip", i pranzi in piedi? Risposta: sì, certo.
Seconda domanda. È possibile amare "questa adorabile e orrenda città" più di quanto la adorò incondizionatamente Dino Buzzati? Risposta: molto difficile.






