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Bruxelles può ricorrere al voto a maggioranza per "emergenza economica". Belgio pronto al ricorso
L’Ue prova a dare una sterzata al capitolo asset russi congelati, con cui Bruxelles punta a finanziare Kiev. E non solo la sua azione militare ma la macchina statale gialloblù che l’anno prossimo rischia di trovarsi in ginocchio.
Con il contachilometri giunto ormai a ridosso di quelli consentiti, per non far andare fuori giri la strategia finora perseguita, si punta dunque a consegnare al Consiglio europeo del 18-19 dicembre, e cioè ai capi di Stato e di governo che dovranno assumere decidere se immobilizzare definitivamente fino a 210 miliardi di euro di asset sovrani, quell’agognata «soluzione» che gli sherpa definiscono «creativa». E che, tra lacune giuridiche già evidenziate da varie cancellerie - come il Belgio, che non esclude un’azione legale come detto ieri dal premier De Wever se si decidesse di procedere al via libera senza tener conto delle preoccupazioni espresse dal Paese, o come l’Ungheria, contraria per ragioni più politiche - potrebbe tirare fuori l’Ue dall’impasse.







