VENEZIA - Nessun ufficiale di polizia giudiziaria infedele, nessun giornalista spregiudicato che ha sfruttato illecite operazioni di “dossieraggio” per mettere in cattiva luce politici e amministratori pubblici, a far tremare Ca’ Farsetti è stato invece un bidello delle scuole superiori, mosso da un senso di giustizia e da una dedizione fuori scala – oltre che da un notevole fiuto investigativo e da una capacità di analisi affinata in anni di indagini private.

La Procura di Venezia, spiegando i percorsi che l’hanno portata a scandagliare i finanziamenti elettorali che hanno spinto la rielezione di Luigi Brugnaro a sindaco, nel 2020, cita gli avvisi di allerta bancaria, ha rivelato anche il nome di Franco Tandin, «che si presentò spontaneamente il 7 giugno 2021, consegnando documentazione fiscale di interesse investigativo che collimava con i primi sviluppi della segnalazione di operazioni sospette, giunta nei mesi precedenti». Tandin è morto nel giugno dell’anno scorso, un malore tracimato in un incidente fatale, poche settimane prima che in laguna esplodesse il caso “Palude”. Se fosse ancora vivo, probabilmente, oggi si sarebbe fatto trovare fuori dall’aula dove sono attesi i legali del primo cittadino veneziano, assieme a quelli degli altri indagati nell’inchiesta, per l’udienza preliminare del filone principale.