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La versione italiana di "Jingle Bells" ancora una volta viene censurata dall'eccessiva solerzia degli insegnanti che rincorrono l'inclusione a tutti i costi
Ancora un nuovo caso, ancora una censura per Gesù Bambino in un canto di Natale. Stavolta il caso arriva da Reggio Emilia, dove una scuola elementare, per favorire l'inclusione di tutti i bambini, ha scelto di modificare una canzone come "Din Don Dan", la versione italiana di "Jingle Bells", senza che vi sia alcun tipo di riferimento alla tradizione cristiana e cattolica. "Aspettando quei doni che regala il buon Gesù" sarebbe diventata "Aspettano la pace e la chiedono di più" e "Oggi è nato il buon Gesù" sarebbe stata trasformata in "Oggi è festa ancor di più".
Ed è l'ennesimo paradosso dell'inclusione a tutti i costi, che il più delle volte preoccupa più chi cerca di essere inclusivo che chi dovrebbe essere incluso, perché i bimbi di religioni diverse ci sono sempre stati nelle scuole ma non sono mai sorti i problemi che negli ultimi anni sembrano occupare la maggior parte del tempo degli insegnanti. I bambini di religione diversa semplicemente partecipavano al canto con tutti gli altri e i loro genitori erano in sala ad applaudire la recita prima delle vacanze. Si arriva perfino alla censura di Gesù Bambino in nome dell'inclusione, ripetendo l'errore logico di cancellare il Natale dal Natale: o forse è questo l'obiettivo, tornare a festeggiare i "saturnali" e dimenticarsi che il 25 dicembre si festeggia la nascita del figlio di Cristo?









