Il linfoma diffuso a grandi cellule B è il linfoma non-Hodgkin più frequente negli adulti. Si tratta di una forma aggressiva, caratterizzata da una crescita rapida dei linfociti B che diventano tumorali. Questa velocità di progressione richiede interventi terapeutici tempestivi ed efficaci. La maggior parte dei pazienti risponde al trattamento di prima linea, ma chi va incontro a recidiva o non risponde alla terapia iniziale — e in particolare chi non è idoneo al trapianto autologo di cellule staminali — dispone di opzioni limitate. Negli ultimi anni, però, nuove strategie come gli anticorpi bispecifici hanno ampliato le possibilità terapeutiche, riattivando il sistema immunitario contro le cellule tumorali.

Vanno in questa direzione i nuovi dati di follow-up dello studio di fase III Starglo sulla combinazione di glofitamab con gemcitabina e oxaliplatino nel trattamento del linfoma diffuso a grandi cellule B (Dlbcl) presentati al congresso annuale della American Society of Hematology (Ash), che si è svolto dal 6 al 9 dicembre 2025 a Orlando. I risultati a tre anni confermano un vantaggio di sopravvivenza globale rispetto allo schema con rituximab più chemioterapia, consolidando le evidenze già osservate nelle analisi precedenti.