La leucemia linfatica cronica, il tumore del sangue più frequente tra gli adulti, non è uguale per tutti i pazienti. Ci sono casi detti ad alto rischio, in cui la malattia è più aggressiva. Per esempio quando sono presenti caratteristiche genetiche come le delezioni del cromosoma 17p o le mutazioni del gene Tp53. Ma dal congresso annuale dell’American Society of Clinical Oncology (Asco) arrivano dati positivi su un trattamento già approvato per questa malattia. Il farmaco in questione si chiama zanubrutinib e a Chicago sono stati presentati nuovi risultati dello studio Sequoia.
Leucemia linfatica cronica, per i pazienti nuova terapia che supera le resistenze
16 Maggio 2025
La combinazione a durata fissa
In un caso, zanubrutinib è stato valutato in combinazione con venetoclax in 114 pazienti con leucemia linfatica cronica mai trattati prima o con linfoma linfocitario a piccole cellule, con o senza delezioni del cromosoma 17p e/o mutazioni del gene Tp53. Ebbene, la sopravvivenza libera da progressione a 24 mesi è stata, in generale, del 92%, il tasso di risposta globale del 97% e la sopravvivenza globale del 96%. Tra i pazienti con mutazioni, il 94% era libero da progressione a 24 mesi e l’87,6% era ancora libero da progressione a 36 mesi. Tutti i dati sono stati pubblicati sul Journal of Clinical Oncology.








