Dopo la recente decisione dell’amministrazione Trump di rivedere le norme Cafe su consumi ed emissioni a beneficio della domanda del mercato Usa, il ceo di Stellantis, Antono Filosa, è tornato sul tema della disparità di approccio tra il mercato a stelle e strisce (interventista anche attraverso le politiche tariffarie) e quello europeo, ancora in una fase di delicata transizione tra un passato rigorista e la possibilità di definire uno scenario diverso, tale da incoraggiare una ripresa.

«Mentre negli Stati Uniti si persegue una visione pragmatica e si facilitano gli investimenti, in Unione europea la situazione è più complessa e serve una revisione della regolamentazione sulle emissioni più allineata al mercato» ha detto Filosa, intervenendo all’assemblea dell’Anfia. «Negli Stati Uniti vediamo quanto un approccio pragmatico all’industria porti investimenti e sviluppo nei territori», ha detto, spiegando che l’amministrazione Trump da una parte si muove sui dazi «in modo da garantire investimenti industriali sul territorio. Noi abbiamo molte fabbriche sul territorio e questo per noi è un vantaggio competitivo». Quindi, ha sottolineato Filosa, «da un lato con i dazi garantiscono investimenti locali che si concretizzano solo se gli investitori vedono sviluppo e crescita e per questo stanno intervenendo sulla regolamentazione, come sulla Co2»: le nuove regole «chiariscono a noi e agli altri competitor che si vuole allineare il quadro regolatorio alla realtà di mercato, vuole restituire al cittadino americano la libertà di scegliere».