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Influencer, politici e mediatori imputati per aver diffuso la falsa identità della première dame. La vicenda evidenzia un fenomeno globale che colpisce donne di spicco in politica
Si è aperto davanti al tribunale della capitale francese il processo contro una decina di persone accusate di molestie online e diffamazione nei confronti di Brigitte Macron. La première dame non era presente in aula, ma a rappresentarla c’era il suo legale, Jean Ennochi. Gli imputati sono accusati di aver diffuso una fake news su scala mondiale secondo cui la moglie del presidente della Repubblica francese sarebbe nata uomo, con il nome Jean-Michel, che in realtà appartiene al fratello ottantenne di Brigitte Macron. La diffusione di tale informazione falsa ha scatenato un’ondata di commenti e condivisioni sui social network, alimentando molestie digitali e campagne di disinformazione. Se saranno giudicati colpevoli, gli imputati rischiano fino a due anni di carcere. Nel frattempo, un procedimento simile è in corso negli Stati Uniti, dove Brigitte Macron ha denunciato la diffusione della stessa fake news da parte dell’influencer Candace Owens.












