Al ministero del Welfare circola una certa soddisfazione, almeno sul fronte del pacchetto-giovani. La legge di Bilancio ha confermato gran parte delle misure destinate a incentivare l’occupazione giovanile, il tallone d’Achille di un mercato che negli ultimi anni, secondo i dati Istat, ha macinato record, con una forte spinta arrivata proprio dal Sud. E, del resto, con la manovra in discussione al Senato, per la prima volta da molti anni a questa parte, la quota di risorse destinata ai giovani sfiora il 9% del totale, quasi 2 miliardi, mettendo però insieme sia le misure dirette sia quelle che indirettamente favoriscono gli italiani fra i 18 e i 35 anni.

A queste risorse occorre poi aggiungere quelle previste con il Piano nazionale per l’Autoimpiego, circa 800 milioni di euro (considerando anche le risorse per la formazione erogate attraverso l’Ente Nazionale Microcredito), destinate a Resto al Sud 2.0 e Auto-impiego Centro Nord. Un pacchetto che si attesta sui 2,8 miliardi di euro e che dovrebbe dare una spinta alla creazione di posti di lavoro in questa fascia di età.

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Fra le misure che favoriscono l’occupazione giovanile e sono già in manovra ci sono gli sgravi contributivi per i neoassunti nelle Zone Economiche Speciali del Mezzogiorno, con contratti di lavoro subordinato a tempo indeterminato o per trasformazione di precedenti rapporti di lavoro precari. Una norma che, si legge nella manovra, ha l’obiettivo di «incrementare l'occupazione giovanile stabile, di favorire le pari opportunità nel mercato del lavoro per le lavoratrici svantaggiate, di sostenere lo sviluppo occupazionale della Zes e contribuire alla riduzione dei divari territoriali». Lo stanziamento previsto è di 821 milioni in tre anni, di cui la metà nel 2027. L’incentivo si applicherà per i nuovi rapporti di lavoro attivati dal primo gennaio prossimo.