La Sanità ospedaliera in provincia di Cuneo è fra le migliori. Stamane l’Agenas (Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali) ha reso noti i numeri e i contenuti del Programma nazionale esiti 2025, relativo all’attività del 2024. Il Pne, che compie 10 anni, è stato istituito dal ministero della Salute per «fissare gli standard di efficienza degli ospedali», così da delineare le strategie per i direttori generali e specifici «cruscotti» di monitoraggio. Introducendo i lavori, il ministro Schillaci ha parlato di «eccellenza del capitale umano», ma anche della «necessità di concentrare i casi complessi nei centri hub» (più bassa è la casistica, più alto è il rischio per i pazienti) e di migliorare l’«appropriatezza clinica». E ha concluso: «L’accesso alla Sanità migliore non deve dipendere dal cap (codice di avviamento postale, cioè il luogo, ndr), ma è un diritto esigibile da tutti».
Il Programma prende in considerazione 218 indicatori, fotografando 1.117 strutture di ricovero, sia pubbliche, sia private convenzionate. Fra le quali 198 sono state segnalate per 300 audit «a causa dei risultati molto bassi o delle criticità nella codifica clinica», mentre 68 sono uscite dalla «black list» grazie «a miglioramenti documentati». L’«organizzazione dell’assistenza ospedaliera per la sicurezza della cura» tiene conto di alcuni macro-criteri: volumi di attività, tempestività, appropriatezza clinica e organizzativa ed esiti. Con otto ambiti clinici presi in esame: area cardiocircolatoria, sistema nervoso, respiratorio, chirurgia generale, chirurgia oncologica, gravidanza e parto, osteomuscolare e nefrologica.











