Lo zoologo Iain Douglas-Hamilton è stato uno dei pionieri assoluti nello studio sociale degli elefanti africani e un riferimento mondiale nella lotta al commercio dell’avorio. Le sue ricerche hanno cambiato la biologia dei pachidermi e le sue campagne hanno contribuito a salvare intere popolazioni dalla scomparsa. La sua morte, avvenuta a Nairobi all’età di 83 anni, lascia un vuoto profondo nella conservazione ambientale.
Un pioniere nella scienza degli elefanti
Il mondo della conservazione perde una delle sue figure più autorevoli. Douglas-Hamilton, nato nel 1942 e formatosi tra Cape Town, Gordonstoun e Oxford, fu tra i primi a osservare gli elefanti come individui dotati di personalità, relazioni complesse e capacità sociali avanzate.
A soli 23 anni condusse la prima ricerca sistematica sul comportamento sociale degli elefanti selvatici nel Lake Manyara National Park, in Tanzania. Identificava ogni animale grazie alla forma delle orecchie, seguendoli per mesi. In un ricordo riportato recentemente dichiarava: “Per un po’ ho dato loro dei numeri, ma poi ho scoperto che i nomi erano molto più facili da ricordare”. E poi ancora: “Penso che chiunque studi gli elefanti, e certamente è successo a me, diventi intensamente consapevole che si ha a che fare con una specie senziente. C’è una mente lì, dietro quella grande fronte”.






