Quando i ricercatori hanno fatto decollare i droni sopra le spiagge artiche di South Georgia, si aspettavano di trovare danni, certo, ma non un silenzio così vasto. Dove negli anni precedenti si muovevano migliaia di femmine di elefante marino del Sud, pronte alla stagione riproduttiva, nel 2024 era rimasto poco più di un vuoto. File intere di corpi mancavano all’appello, come cancellate dalla scena di un ecosistema che fino a poco tempo prima sembrava intoccabile. È lì, in quelle immagini catturate dall’alto, che gli scienziati hanno compreso l’entità della perdita: l’influenza aviaria aveva fatto molto più che colpire la colonia. L’aveva trasformata.

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17 Marzo 2025

La drammatica scoperta

Le analisi pubblicate su Nature Communications Biology mostrano un crollo del 47% delle femmine riproduttive nelle tre maggiori colonie dell’isola tra il 2022 e il 2024, dopo l’arrivo del virus H5N1 nel 2023. “Ha mostrato un quadro molto più drammatico di quello che mi aspettavo”, ha raccontato al New York Times Connor Bamford, biologo marino del British Antarctic Survey e autore principale dello studio. Le tre colonie rappresentano circa il 16 percento della popolazione complessiva dell’isola e, estendendo quelle stime all’intera South Georgia, si arriva a più di 53 mila femmine che non hanno partecipato alla stagione riproduttiva del 2024.