L’epidemia di influenza aviaria, che da anni colpisce uccelli selvatici e allevamenti in tutto il mondo ha compiuto un salto di specie devastante. In Argentina migliaia di elefanti marini del sud (Mirounga leonina) sono stati trovati morti lungo le spiagge di uno dei paradisi naturalistici più famosi: la Penisola Valdés. Ad ucciderli un’epidemia di influenza aviaria (H5N1). Secondo uno studio coordinato dall’università della California, Davis e dal Wildlife Conservation Society il virus avrebbe ucciso quasi il 97% dei cuccioli. Un evento senza precedenti che potrebbe portare al declino irreversibile degli elefanti marini nel sud in Argentina, con conseguenze a catena su tutto l’ecosistema.
Il primo punto di non ritorno è già realtà: la perdita delle barriere coralline è irreversibile
di Giacomo Talignani
13 Ottobre 2025
"È un disastro ecologico di proporzioni inedite per i mammiferi marini. Quando si rimuove una massa così grande, si sconvolge completamente l'equilibrio dell'ecosistema", ha spiegato Marcela Uhart, veterinaria specializzata in fauna selvatica presso l'università della California, Davis intervistata dalla Bbc. "Nessun'altra specie può sostituire gli elefanti marini nell'oceano". Non solo. Secondo Elizabeth Ashley, ricercatrice della stessa università americana: “La moria di massa registrata tra gli elefanti marini nella Penisola di Valdés potrebbe essere solo la punta dell'iceberg dell'impatto complessivo dell'influenza aviaria sulle foche e sui leoni marini di tutto il mondo, e sulla vita oceanica in generale”. Da tenere poi conto che si tratta dell'unico luogo di riproduzione continentale per la specie, dichiarato dall’Unesco, Patrimonio dell’umanità.






