Sebbene la trasmissione nell'uomo sia rara, è stato registrato nella giornata di oggi, mercoledì 25 marzo, il primo caso d'influenza aviaria a Monza. Si tratta di un'infezione virale che si verifica principalmente negli uccelli - in particolare selvatici e acquatici - che sono anche il veicolo principale di diffusione di questo virus.

I virus aviari hanno una grande capacità di mutare e, recentemente, alcuni di questi ceppi virali sono stati trasmessi anche ai mammiferi, tra cui bovini e gatti. Al momento non c'è alcuna conferma della possibilità di una trasmissione da uomo a uomo dei virus aviari ed il rischio di infezione per la popolazione generale, secondo lo European Centre for Disease Prevention and Control (Ecdc), è «basso» e può diventare moderato solo per i lavoratori o altro personale esposto in un allevamento in cui siano presenti casi confermati. La maggior parte dei virus aviari, in generale, afferma l'Iss, è relativamente innocua per l'uomo, tuttavia qualche ceppo virale può presentare mutazioni che aumentano il potenziale di infettare altre specie, compreso l'uomo. In Italia la sorveglianza dei virus dell'influenza aviaria negli animali è affidata ai servizi veterinari. La sorveglianza della circolazione dei virus dell'influenza nell'uomo è coordinata dall'ISS e viene effettuata attraverso la rete RespiVirNet.