Le marmotte di plastica (rigenerata) e colorate del collettivo di Cracking Art sono diventate piccole sculture di cioccolato. Le ha create lo chef Paolo Griffa del Caffè Nazionale di Aosta (una stella Michelin) che si è unito al progetto nato in collaborazione con il Museo di Scienze Naturali della Valle D’Aosta. Le 23 sculture alte un metro e venticinque sono diventate otto diverse tipologie di cremino.

Perché la marmotta?

L’animale non è stato scelto a caso, ma perché il Museo custodisce la Marmotta del Lyskamm, restituita dall’omonimo ghiacciaio nell’estate 2022. Ma non solo. “L’idea della marmotta ci è piaciuta subito perché è un animale che va in letargo per nove mesi, e in questi mesi sogna. È l’idea del sogno che ci ha convinti. Ne abbiamo bisogno più che mai in questo periodo” dice il collettivo nato nel 1993 con l’intenzione di cambiare radicalmente la storia dell’arte attraverso un forte impegno sociale e ambientale.

L’incontro

“Il colloquio con l’arte - commenta Paolo Griffa - mi è sempre piaciuto e mi è sempre piaciuto portare avanti diversi progetti. Non ho avuto alcun dubbio sul cioccolato. E quindi sono partito con la realizzazione di questi stampi che riproducono fedelmente il disegno originale. Abbiamo lavorato sulla dimensione: il cremino doveva essere da 14 grammi, per essere mangiato in un boccone. Per arrivare agli otto gusti scelti abbiamo lavorato su una tavolozza più ampia, di 40 gusti, ma poi abbiamo deciso per questa selezione. Con una sfumatura di cioccolati che avesse anche un bell’effetto cromatico. La scatola è per un momento di degustazione, per quando ci si vuole concedere un momento da sogno. Come quello della marmotta”.