Il grande caso politico che da oltre trent’anni frena l’Italia si chiama giustizia. Non siamo soli, in tutta Europa si è diffuso un orientamento culturale che ha finito per trasformare il diritto in uno strumento ideologico, ma nel Belpaese la distorsione è massima e pervasiva. La vicenda incredibile della “famiglia del bosco” ha esposto la capacità di penetrazione della vita intima delle famiglie, nelle scelte educative, nella libera coscienza, nel rapporto inscindibile tra figli e genitori. L’intervista che pubblichiamo oggi a Marina Terragni, coraggiosa intellettuale e giornalista che oggi è garante per l’infanzia, offre un quadro devastante di questa vera e propria invasione delle toghe nel privato.
Quando si arriva a strappare i figli a una coppia senza alcuna colpa tutto il resto non ha limite. I numeri sono terrificanti, migliaia di bimbi ogni anno subiscono una violenza che li segnerà per tutta la vita, mentre i loro genitori vivranno per sempre con il senso del lutto, della perdita irreparabile. Non si tratta di un caso isolato ma di un sistema che va assolutamente smantellato.
Il tema centrale riguarda il mito dell’infallibilità del giudice, del suo essersi trasformati in casta di intoccabili, della corruzione culturale e di una deriva che sfocia nel totalitarismo giustizialista.







