(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Vendite su Eni -2,16%

a Piazza Affari, dove i titoli del gruppo del Cane a sei zampe scivolano in coda al FTSE MIB +0,26%

. Le quotazioni, spiegano dalle sale operative, risentono delle valutazioni degli analisti di Jp Morgan, che in un report sul comparto europeo si mostrano prudenti sulle prospettive per il 2026.

Per il prossimo anno, infatti, gli esperti invitano alla «cautela» dato che «il secondo semestre del 2025 ha visto un significativo disaccoppiamento positivo tra l'andamento dei prezzi dei petroliferi Ue e il greggio». Al momento, quindi, le aspettative sugli utili per azioni sono «al massimo» e per Jp Morgan «il disaccoppiamento sta volgendo al termine»: «Con l'imminente eccesso di offerta di petrolio, adottiamo un atteggiamento cauto sul comparto fino al 2026», tanto più che «se un accordo di pace tra Russia e Ucraina dovesse concretizzarsi, il settore energetico sarà visto come un perdente relativo a causa delle implicazioni sul gas europeo». E' quindi necessario un approccio selettivo sui singoli titoli: Jp Morgan punta su Shell e Repsol -0,82%

, mentre su Eni, dopo «una forte crescita nel 2025», gli analisti decidono di operare un doppio downgrade a "underweight" (con target price a 15,5 euro) dal precedente "overweight" «a causa di prospettive di utile per azione più deboli e della fine della riduzione dell'indebitamento». Downgrade anche per TotalEnergies (a "neutral"), in calo a Parigi.