Entro il 2026 questa impostazione coinvolgerà l’intera rete diplomatica, trasformando ambasciate e consolati in piattaforme di sostegno all’export: «Tutte le nostre sedi diplomatiche saranno delle piattaforme per sostenere ogni impresa italiana affinché nessun imprenditore si senta solo». L’obiettivo dichiarato è far crescere le esportazioni oltre l’attuale livello, 623 miliardi, per arrivare a 700. La riforma tocca anche la dimensione digitale. Viene istituita la Direzione generale per la cybersicurezza, pensata per affrontare «gli attacchi cibernetici» e la «guerra ibrida», dotata di una sala operativa e in raccordo con la Difesa. Novità rilevanti saranno poi messe in campo anche sul fronte dell’accesso alla carriera diplomatica: il concorso, tradizionalmente riservato a laureati in Scienze politiche e Giurisprudenza, sarà aperto a tutti i titoli di studio. Una scelta motivata dal ministro con la finalità di attrarre competenze più diversificate e dunque potenzialmente più talenti. Tajani ha richiamato inoltre il ruolo umanitario della Farnesina, ricordando l’impegno in scenari critici come Gaza e Sudan. A ridosso di Natale da Roma partiranno nuovi aiuti destinati a Port Sudan, tramite aerei e forse anche via mare.
Rivoluzione alla Farnesina, arriva la piattaforma il sostegno all'export
La Farnesina si prepara a un cambiamento strutturale che, come ha specificato il ministro degli Esteri Antonio Tajani, rappresenta «l’iniz...







