La Commissione europea ha presentato ieri un atteso pacchetto di iniziative per rafforzare l’indipendenza dell’Unione negli approvvigionamenti in materie prime. Tra le altre cose, Bruxelles ha proposto restrizioni all’export di rifiuti di terre rare e rottami di batterie, e ha annunciato fino a tre miliardi di euro in 12 mesi per finanziare nuovi progetti di estrazione. Nel contempo, ha illustrato i contorni di una nuova dottrina tutta rivolta alla sicurezza economica.
«Oggi l’Europa risponde alla nuova situazione geopolitica mondiale» e «afferma la sua indipendenza nel settore delle materie prime critiche», ha annunciato in una conferenza stampa a Bruxelles il vicepresidente della Commissione Stéphane Séjourné, responsabile per il Mercato unico. In prima battuta, Bruxelles ha proposto emendamenti al regolamento tutto dedicato alle materie prime e approvato nel 2023, che andranno approvati da Consiglio e Parlamento.
La Commissione europea ha annunciato altresì di voler sbloccare fino a tre miliardi di euro per finanziare progetti strategici nell’estrazione, nella raffinazione e nel riciclaggio dei minerali e dei metalli indispensabili a numerosi settori, in Europa e nei Paesi terzi. A tal fine mobiliterà denaro proveniente da programmi europei e dalla Banca europea per gli investimenti. Due progetti sono già operativi: l’estrazione di litio in Germania e di molibdeno in Groenlandia.







