La Commissione europea «sta lavorando a un piano» per liberare l’industria dell’Ue dalla sua dipendenza dalle terre rare provenienti dalla Cina. Lo ha detto Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, durante una conferenza a Berlino, di fronte alle recenti restrizioni all’export imposte da Pechino su terre rare e materiali per batterie.

Si tratta infatti di elementi essenziali per l’industria automobilistica, la meccanica di precisione e gli equipaggiamenti militari. «La nostra risposta deve essere proporzionata ai rischi che affrontiamo in questo settore», ha detto Von der Leyen. «Per questo posso annunciare che stiamo lavorando a un nuovo piano, sul modello dell’iniziativa che ci ha aiutato a superare insieme la crisi energetica dopo che Putin ci ha privati delle energie fossili russe» ha detto la presidente, riferendosi al piano RepowerEu. «L’obiettivo è garantire all’industria europea l’accesso ad altre fonti di materie prime critiche nel breve, medio e lungo termine», ha spiegato von der Leyen.

Un nuovo piano della Commissione, il RESourceEU, per unificare gli sforzi dell’Unione sul tema delle terre rare, evitando la dipendenza dalla Cina, analogamente a quanto venne fatto sui vaccini ai tempi del Covid. Lo annuncia Stéphane Séjourné vicepresidente per la prosperità e la strategia industriale, dopo le parole di Ursula von der Leyen a Berlino. Il piano prevede l’incremento della produzione in Ue, la diversificazione delle importazioni e la protezione delle catene del valore. Si prevede anche un centro congiunto di acquisto e stoccaggio strategico per le materie prime essenziali, ispirato al modello giapponese.