Fumettista, animatore, regista e musicista, pluricandidato all’Oscar, il francese Sylvain Chomet con “Appuntamento a Belleville” ha segnato in modo indelebile il cinema d’animazione contemporaneo. Dopo 15 anni torna con il suo nuovo film “Marcel et monsieur Pagnol”, nel quale l’opera del grande drammaturgo e regista francese viene raccontata, ricostruendone la vita e il percorso artistico. La proiezione, sabato 13 dicembre alle 20,30 al Massimo 1, è introdotta dal regista, con Stefano Bollani, pianista e autore della colonna sonora, e Giame Alonge docente di Storia del Cinema all’Università di Torino.
Vogliamo ricordare chi era Marcel Pagnol?
«Fu un drammaturgo e romanziere degli anni che vanno dai ’30 ai ‘50, uno dei più importanti autori di teatro francese, capace di mischiare l’ironia del “Teatro di boulevard” con il realismo più impegnato. Cito tra le sue pièces più famose Topaze e Marius. Poi c’è ovviamente il Pagnol regista».
Che ruolo ha avuto nella storia del cinema?
«Frank Capra riconosce in lui il regista migliore delle origini del film sonoro; Rossellini attribuisce a “La fille du puisatier” l’origine del neorealismo e così fa Truffaut. Non credo sia necessario aggiungere altro».







