CHIOGGIA (VENEZIA) - Mauro Armelao è riuscito a rimanere in sella grazie alla presenza in aula del leghista Marcello Gorini e di Francesca Donà, eletta nella lista Chioggia protagonista, assenti venerdì scorso. Ha inoltre potuto contare su Mattia Boscolo Chiodoro, recentemente iscrittosi a Forza Italia il quale, il 29 novembre, al momento del voto era uscito dall'emiciclo.

Il sindaco è riuscito a spuntarla pure grazie all'assenza giustificata di Daniele Stecco, del Movimento 5 Stelle; non lo avrebbe certamente, in alcun modo, aiutato a mantenere la poltrona. Hanno fatto il gioco di Armelao anche le astensioni tutt'altro che previste della lista Energia civica (assenti venerdì) e dell'intero gruppo di Fratelli d'Italia. Il 29, Luigi Nicchetto aveva votato contro. Verso le 21.30 pareva che la situazione fosse in procinto di precipitare.

Dopo aver accennato alle eventuali proprie dimissioni, qualora fossero venute meno alcune premesse, si è ritirato in una saletta coi soli gruppi d'opposizione. Il dibattito è ripreso accesissimo una ventina di minuti dopo. La risicata e ballerina maggioranza che risente da parecchi mesi di una certa tendenza all'assenteismo e personalismi, ha rivotato e approvato a tarda notte due fondamentali delibere bocciate venerdì. Maggioranza ed opposizione avevano fatto pareggio: otto a otto. Approvati pure i provvedimenti accessori, indispensabili affinché il pacchetto gli atti principali, destinati ad incidere sul bilancio, possano concretizzarsi.