Genova, 4 dic. (askanews) – “Siamo allibiti e preoccupati da quanto accaduto oggi a Genova e chiediamo al Prefetto di rendere conto non solo ai manifestanti ma a tutta la città di cosa sia accaduto, perché è stato impedito l’arrivo in Prefettura e perché i manifestanti sono stati raggiunti da lacrimogeni lanciati ad altezza uomo”. Lo afferma in una nota la Cgil di Genova e della Liguria, commentando i momenti di tensione tra gli operai dell’ex Ilva e la polizia davanti alla Prefettura di Genova in occasione dello sciopero generale dei metalmeccanici genovesi proclamato da Fim, Fiom e Usb.

“Esacerbare gli animi – prosegue la nota della Cgil – in un momento così critico per il lavoro e nei confronti di operai che chiedono di mantenere il loro posto di lavoro è un atto gravissimo. E’ necessario capire quale è stato il cortocircuito istituzionale che ha provocato questa deriva reazionaria che a Genova si è vissuta solo ai tempi del G8 quando la città era stata esautorata dalla gestione dell’ordine pubblico”.

“Non vorremmo – conclude la nota – che questa brutta pagina della gestione dell’ordine pubblico fosse un anticipo di come il governo intende gestirlo nei prossimi mesi e di come intende risolvere la deindustrializzazione del Paese e il rapporto con il mondo del lavoro. Solidarietà va ai manifestanti feriti dal lancio dei lacrimogeni e alla stampa che da giorni sta seguendo la vertenza Ilva, stamattina anche in condizioni pericolose e di grande tensione per tutti”.