Gli scafi di Gitana 18, la nuova rivoluzionaria barca del Gitana Team, sfiorano il portellone dell’enorme capannone. Giusto una manciata di centimetri. La livrea blu è “punzonata” da tanti pois bianchi, che seguono le curve di un’onda immaginaria. Alzo lo sguardo, sono proprio sotto la barca, e noto la “pancia” convessa, disegnata così dopo mille studi per impedire che gli scafi stessi sbattano rovinosamente sull’acqua quando atterrano dal “volo”.
Mentre aspetto il mio turno per salire sulla piattaforma ed entrare nel cockpit, chiedo all’armatrice, la baronessa Ariane de Rothschild, se al barone, il marito Benjamin de Rotschild, scomparso nel 2021 a soli 57 anni, questo gigante dei mari sarebbe piaciuto. Mi guarda e le si illumina il volto: “Oh sì!”, mi dice. Il tono, il modo, la luce della risposta non chiedono di aggiungere altro. E’ il momento forse più intimo di una giornata trionfale: sono stato all’unveiling di una barca speciale, che ha richiesto una montagna d’ingegno (50 mila ore di studio), di lavoro (200 mila ore di costruzione), di pazienza (36 mesi di gestazione) e di team working (200 persone). Una barca che è pronta a lanciare una nuova sfida sugli Oceani: quella di correre più veloce di tutte. Ve la racconto.






