Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano
4 DICEMBRE 2025
Ultimo aggiornamento: 8:05
Una mattina del dicembre 2022 il postino ha suonato in un appartamento di Centocelle (Roma), con una lettera dal Quirinale. Edwige Pezzulli, astrofisica precaria, era convocata dal presidente Sergio Mattarella perché, a 34 anni, sarebbe diventata Cavaliere della Repubblica per via del suo eccellente lavoro di divulgatrice. Meno di tre anni dopo, invece, nessuna lettera è arrivata per comunicare a Pezzulli che sarebbe rimasta senza lavoro dal giorno dopo: il suo “contratto” infatti, cioè l’assegno di ricerca, anomalia tutta italiana (e tutta accademica) che prevede un fisso mensile senza orari, contributi, malattia, ferie, riposi, non prevede neppure che debba essere comunicato il mancato rinnovo. Dopo sei anni di lavoro all’Istituto nazionale di astrofisica, sempre con assegni di ricerca rinnovati di anno in anno, Pezzulli è rimasta a casa dall’oggi al domani: i soldi per il rinnovo non ci sono più, i soldi per le stabilizzazioni (previste da una legge del 2016 dopo tre anni di precariato) neppure. E l’assegno di ricerca, completamente estraneo al diritto del lavoro dell’Italia e dell’Europa, dal 2025 non si può più fare: un contratto normale, con contributi pagati, costa il doppio.






