Federica Mogherini è una predestinata; non all’arresto beninteso, visto che le iniziative della magistratura belga non sono note per cogliere nel segno quanto piuttosto per picchiare duro e poi sgonfiarsi dopo aver fatto danni. Mogherini è una predestinata perché dall’Italia ha avuto tutto, anche se non ha restituito nulla; anzi, se ne è andata sbattendo la porta e dichiarando oltre un lustro fa che restava a Bruxelles perché qui da noi «si è deteriorata la più basilare capacità di vivere insieme e si cerca sempre il conflitto».

E se lo dice lei, con quell’espressione sempre ingrugnita da mastino napoletano, anche se per caso le scappa un sorriso... Classe 1973, all’inizio sembrava aver iniziato malissimo. Anagraficamente Federica avrebbe potuto schivare la tragedia comunista, invece ci si è voluta tuffare dentro fin da quando era ginnasiale al Lucrezio Caro, dove ha iniziato la carriera come rappresentante d’istituto. Ha preso la tessera del partito a quindici anni, giusto una manciata di mesi prima che crollasse il Muro di Berlino tirandosi dietro tutto.

MOGHERINI FRANTUMA IL CAMPO LARGO: M5S, CANNONATA AL PD

Ritorna l’asse Lega-M5S. Questa volta è per condannare la «corruzione», il «doppiopesismo...