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Ultimo aggiornamento: 14:13
Come cittadino veneto, usiamo questa espressione impropria, mi sento un po’ imbarazzato dalla messinscena autocelebrativa dell’ex presidente per tre lustri della Regione, Luca Zaia. Sbandierando ai quattro venti il suo narcisismo elettorale credo che non abbia reso un buon servizio, né alla sua Regione e nemmeno alla politica in quanto tale.
I 200mila voti di preferenza ottenuti sono il sincero ringraziamento dei veneti per chi ha lavorato bene oppure rappresentano qualcos’altro, cioè un atto di censurabile furberia politica? E poi, quali le ragioni della sua anomala candidatura, e in tutti i collegi elettorali poi?
Intanto, come prima cosa occorre osservare che le 200mila preferenze sono state ottenute con un semplice, ma efficace, trucchetto elettorale. Dopo aver brigato inutilmente alcuni mesi per ottenere il terzo (ma per lui quarto) mandato, ha imposto la sua candidatura come capolista in tutte e sette le provincie venete, anche se ovviamente ne bastava una sola. Come mai questo atto di imperio elettorale? Le ragioni possono essere molteplici, ma me ne vengono in mente due.







