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14 AGOSTO 2025
Ultimo aggiornamento: 7:45
In una recente intervista al Corriere, peraltro molto breve, Luca Zaia ha detto che vorrebbe evitare che la disputa sul candidato governatore alle regionali venete dell’autunno assomigliasse a Le baruffe chiozzotte, una delle opere più amate e rappresentate di Goldoni. Nel testo teatrale la ragione delle baruffe nel campiello veneziano sono gli equivoci amorosi, nel caso odierno si tratta della smania di potere tra i leader del centrodestra, ognuno dei quali vuole un suo candidato per una Regione considerata sicura. Riferimento goldoniano azzeccato, anche se il principale baruffante è proprio lo stesso Zaia che non vorrebbe abbandonare il timone della sua Regione, dove pare che tutti o quasi lo adorino, e alza la posta in gioco.
L’intervista è interessante perché nel suo piccolo mostra l’ambiguità morale e anche una certa mediocrità del quasi ex governatore del Veneto, come del ceto politico in generale. L’ambiguità deriva dal fatto che il prossimo mandato per Zaia sarebbe il quarto e non il terzo, come chiede invece il giornalista. Zaia a suo tempo ha orchestrato la legge regionale sui due mandati in modo tale da farne già tre. E ora puntava anche al quarto, ma è stato stoppato dalla legge nazionale. Chissà perché il primo lustro di Zaia, quello di approvazione della legge regionale, viene sempre ad arte dimenticato.







