Un puzzle complesso, quello della cura del tumore del seno metastatico, in cui la medicina di precisione riesce a fornire degli strumenti nuovi, nella speranza di aumentare sempre di più la sopravvivenza delle pazienti. Per quelle che hanno un carcinoma mammario avanzato sensibile agli ormoni e Her2-negativo – uno dei sottotipi più frequenti e complessi da trattare – è ora disponibile una nuova linea terapeutica. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha infatti approvato la rimborsabilità di capivasertib, il primo inibitore di Akt disponibile per le pazienti con alterazioni di Pik3Ca, Akt1 o Pten, biomarcatori che interessano circa la metà dei tumori al seno avanzati di questo tipo. Una decisione che potrebbe cambiare la pratica clinica, offrendo un’opzione mirata proprio a quelle pazienti che più spesso sviluppano resistenza ai trattamenti endocrini standard.
La scelta dell’Aifa si basa sui risultati dello studio CAPItello-291, pubblicati sul New England Journal of Medicine: nelle pazienti con alterazioni della via di segnale Pi3k/Akt, la combinazione di capivasertib e fulvestrant ha ridotto del 50% il rischio di progressione o morte rispetto al solo fulvestrant, portando la sopravvivenza libera da progressione da 3,1 a 7,3 mesi.






