Èprobabilmente la paura più grande per tutte le donne a cui viene diagnosticato un tumore al seno in stadio iniziale, ossia quasi 54 mila ogni anno nel nostro paese: quella che la malattia possa tornare e che possa diffondersi ad altri organi, diventando metastatica. E ridurre al minimo questa possibilità è l’obiettivo di tutte le terapie adiuvanti, che vengono fatte dopo la chirurgia.
La notizia di oggi è che, anche in Italia, ne abbiamo una in più, particolarmente efficace per il tipo più diffuso di carcinoma mammario. Parliamo di ribociclib, una terapia orale mirata che fa parte di una classe relativamente recente di farmaci, gli inibitori delle chinasi ciclina-dipendente 4 e 6 (CDK4/6): proteine che, se iperattivate, consentono alle cellule tumorali di crescere e dividersi rapidamente. Ed è stato dimostrato che colpirle con maggiore precisione ha un ruolo importante nel controllo del tumore.
La newsletter di Oncodonna
29 Novembre 2024
Alto tasso di sopravvivenza. Ma il rischio dura a lungo







