Nel documento, i firmatari contestano un catalogo che esalta figure come Leon Degrelle, fondatore della divisione vallona delle Waffen SS, e volontari delle brigate nere descritti come protagonisti di un'"eroica resistenza degli ultimi fascisti". Una proposta editoriale che, sostengono, non ha natura di ricerca storica ma si configura come legittimazione ideologica di esperienze violente e antisemite: "Appare evidente che non si tratta di testi di studio o di indagine su determinati fenomeni o periodi storici, ma di un progetto apologetico che dipinge la temperie dei fascismi europei, anche nei loro aspetti più violenti, persecutori e sanguinari, come un'esperienza eroica da cui trarre esempio - lamentano gli autori nella lettera pubblicata da La Repubblica - Sorge spontaneo chiedere allora all'Aie com'è possibile che, pur nel rispetto di ogni orientamento politico, questo tipo di pubblicazione sia stata ritenuta compatibile con il regolamento che viene sottoscritto da ogni editore".