ROMA. Eletta col Pd nel 2008, Federica Mogherini deve tanto della sua carriera politica a Matteo Renzi: fu portata in segreteria del partito all’epoca della segreteria Renzi, sotto il quale diventa anche responsabile Esteri del PD. Renzi la nominò a 41 anni ministra degli Esteri, fu una delle più giovani ministre degli Esteri italiane e si è a lungo mossa su dossier Libia, migrazioni, crisi ucraina.

Nel 2014, dopo la breve esperienza alla Farnesina, ha raggiunto l’apice della carriera europea diventando Alto Rappresentante dell’Unione per gli Affari Esteri e la Politica di Sicurezza e Vicepresidente della Commissione Europea. In questo ruolo ha gestito dossier complessi, tra cui l'accordo sul nucleare iraniano (JCPOA) e le relazioni con la Russia durante la crisi ucraina.

In quella stagione ha subito anche critiche perché, pur provenendo dall’ala riformista del Pd, ha mostrato un approccio molto aperto al dialogo con Russia, Iran, autorità palestinesi. Tuttavia ha sostenuto le sanzioni UE contro la Russia dopo Crimea e Donbass nel 2014-2015.

Terminato il mandato a Bruxelles nel 2019, ha intrapreso una carriera accademica. Attualmente ricopre la prestigiosa carica di Rettrice del Collegio d'Europa a Bruges, un’istituzione chiave per la formazione dei funzionari europei.