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Ultimo aggiornamento: 14:04

Alla fine lo scandalo le è costato il posto. Dopo l’ambasciatore Stefano Sannino, anche Federica Mogherini ha annunciato le proprie dimissioni da rettrice del Collegio d’Europa, in seguito all’avvio delle indagini a carico e di tre persone, lei, il diplomatico italiano e il manager dell’istituto Cesare Zegretti, accusati di frode negli appalti, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale.

L’ex Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, dopo essere stata fermata e poi rilasciata dalla polizia nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Procura europea (Eppo) in collaborazione con l’Ufficio europeo per la lotta antifrode (Olaf), al termine di un interrogatorio durato dieci ore si era detta serena e fiduciosa riguardo all’operato della magistratura. Nemmeno 24 ore dopo è arrivata la comunicazione: “In linea con il massimo rigore e la massima correttezza con cui ho sempre svolto i miei doveri, ho deciso oggi di dimettermi dalla carica di rettore”.

Una decisione, la sua, che segue come detto quella dell’ambasciatore Sannino che mercoledì ha annunciato le proprie dimissioni da capo della Direzione generale per il Medio Oriente, il Nord Africa e il Golfo della Commissione. Sul loro conto pesano i sospetti relativi al bando per la creazione dell’Accademia diplomatica dell’Unione europea, gara che, sospettano gli inquirenti, è stata truccata da una fuga d’informazioni che ha favorito il Collegio d’Europa. In particolare, al centro delle analisi della Procura c’è l’acquisto, agli inizi del 2022, di un edificio da 3,2 milioni di euro da parte dell’istituto: un’operazione motivata, sostengono, dalla conoscenza preventiva dei criteri necessari ad aggiudicarsi la gara, tra cui quello di avere un dormitorio per giovani diplomatici.