Roma, 4 dic. (askanews) – “In linea con il massimo rigore e la massima correttezza con cui ho sempre svolto i miei compiti, oggi ho deciso di dimettermi dalla carica di Rettore del Collegio d’Europa e di Direttore dell’Accademia Diplomatica dell’Unione Europea”. Così la rettrice del Collegio d’Europa ed ex alto rappresentante Ue per la Politica estera Federica Mogherini ha annunciato le sue dimissioni. “Sono certa che la comunità del Collegio, nei nostri tre campus, proseguirà il percorso di innovazione ed eccellenza che abbiamo tracciato insieme in questi ultimi cinque meravigliosi anni”, sottolinea Mogherini in un comunicato. “Sono orgogliosa di ciò che abbiamo realizzato insieme e sono profondamente grata per la fiducia, la stima e il supporto che
studenti, docenti, personale e Alumni del Collegio e dell’Accademia mi hanno dimostrato e mi stanno dimostrando”, ha aggiunto. “È stato un onore e un piacere per me servire la comunità del Collegio e la sua missione”. L’ex Alto rappresentante per gli affari esteri e la politica di sicurezza dell’Unione Europea è stata formalmente accusata di uso improprio di fondi Ue, secondo l’Ufficio europeo del pubblico ministero (Eppo).
Mogherini era stata posta in stato di fermo martedì 2 dicembre nell’ambito di un’indagine su una possibile frode nell’utilizzo dei fondi Ue. Dopo un lungo interrogatorio, durante il quale ha “chiarito” la sua posizione con gli inquirenti che agiscono per conto della Procura Europea, è stata rilasciata e non si trova più in custodia cautelare. Nell’ambito della stessa inchiesta, sono coinvolti anche l’ex segretario generale del servizio europeo per l’azione esterna a Bruxelles (Eeas), Stefano Sannino, e l’italo-belga Cesare Zegretti, co-direttore dell’Ufficio Executive Education, Training and Projects da gennaio 2022. Sono state effettuate perquisizioni presso la sede del servizio europeo per l’azione esterna a Bruxelles (Eeas) e in diversi edifici del Collegio d’Europa a Bruges, nell’ambito dell’indagine condotta dalla Procura europea di Bruxelles su una sospetta frode relativa ai programmi di formazione finanziati dall’Ue per giovani diplomatici. I fatti contestati risalgono al periodo 2021-2022 e, secondo la Procura europea, i reati ipotizzati sarebbero “frode nell’aggiudicazione di appalti pubblici, corruzione, conflitto di interessi e violazione del segreto professionale”. Gli inquirenti stanno cercando di stabilire “se il Collegio d’Europa o i suoi rappresentanti siano stati informati in anticipo dei criteri di selezione” nell’ambito della gara d’appalto indetta dal servizio diplomatico dell’Ue per un programma di formazione e abbiano










