Si mangia, è gustosa e non appesantisce. Sembrerebbe una cosa impossibile. E invece no. Perché la pinsa romana queste caratteristiche afferma di averle davvero. E le dimostra sul campo, anzi sulla tavola. Niente di stratosferico o complicato. Si tratta di un semplice mix di ricerca e passione di famiglia. Ingredienti che si mescolano in un libro "L'invenzione della pinsa romana" che ha scritto Corrado Di Marco, ovvero l'inventore di questo impasto di gusto, leggerezza, croccantezza e digeribilità così speciale grazie all'unione di diverse farine selezionate, lievito madre e una lievitazione di 72 ore.
La presentazione
Tutte qualità sottolineate dalla sostenitrice del benessere Rosanna Lambertucci alla presentazione del volume a Roma, in un incontro con l'autore moderato da Luciano Pignataro. Con Claudia Gerini che ha letto alcune pagine del libro. E uno dei figli del protagonista, Alberto Di Marco che si occupa di portare la creazione, registrata nel 2001, all'estero come conferma la prima guida internazionale appena realizzata in omaggio a quella che oramai è celebrata in tutto il mondo come una star ("Siamo tre maschi, e in più c'è una femmina che è la preferita, ed è la pinsa"). Una storia italiana di una famiglia di fornai romani che sa di valore, di forza, di unità. E di successo. Di quel made in Italy che fra pochi giorni avrà un responso per quanto riguarda l'inserimento della cucina tricolore nel patrimonio Unesco.






