Modernissima, eterna e mondiale. Chi l'avrebbe detto che la Pinsa Romana sarebbe stata fra le invenzioni contemporanee più presenti nel mondo del gusto? Moderna perché il suo brevetto non ha secoli alle spalle ma appartiene all'attuale millennio, essendo datato 2001. Eterna come la città a cui è intitolata con un nome che deriva dal latino "pinsere" ovvero allungare, stendere. Da prodotto territoriale autentico del Lazio a simbolo globale dell’eccellenza gastronomica italiana. Mondiale perché ha superato i confini ed è sbarcata nei mercati esteri (7mila le pinserie presenti nei cinque continenti) tanto da meritarsi la sua prima guida internazionale "50 World’s Best Pinsa". Presentata al WeGil di Roma celebra il successo senza frontiere di un prodotto che ora è libero da vincoli e quindi può essere realizzato da tutti. Il podio è internazionale e vede al primo posto un locale pugliese, La Pratolina di Lecce, al secondo La Pinsa di Anton, francese, e (solo) al terzo una pinseria della Capitale, La Pratolina.

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Le caratteristiche

Ma cosa è che rende la pinsa così attuale? Anche se nell'antica Roma sembra ci fosse schiacciatina-focaccia