TREVISO - Gianluca Bessegato è stato stroncato da un arresto cardiocircolatorio. Serviranno però almeno 60 giorni (tempo per il deposito degli esami tossicologici, ndr) per capire se sia stato provocato da cause naturali oppure dall'assunzione di sostanze stupefacenti o di elevate quantità di alcol che, affiancate alle temperature rigide dei giorni scorsi, hanno compromesso le sue funzioni vitali, considerato anche il principio di assideramento.

È l'esito dell'autopsia effettuata dall'anatomopatologo Alberto Furlanetto sul corpo del 58enne, ex tossicodipendente e senza fissa dimora scomparso trovato senza vita in un fossato di via Cendon a Silea. Il medico legale ha escluso coinvolgimento di terze persone: il cadavere di Bessegato era integro, non aveva segni di violenza e nemmeno di iniezione.

La vita di Gianluca Bessegato è stata descritta dalla sorella come un'esistenza fatta di cadute e di ripartenze. Qualche anno fa sembrava aver trovato un equilibrio. Aveva iniziato a lavorare per un'azienda di Silea, dove faceva anche il custode. Poi, però, l'impresa è stata chiusa. E lui ha perso tutto, scivolando progressivamente in un baratro. Dormiva in un furgone parcheggiato nella zona del quartiere San Paolo, anche se le ultime notti le aveva passate nell'atrio dell'ospedale Ca' Foncello. Fino a martedì, quando il 58enne è stato trovato senza vita in via Cendon, a ridosso degli impianti sportivi.