SILEA - La Procura intende fare chiarezza sulla morte di Gianluca Bessegato, il 58enne tossicodipendente e senza fissa dimora scomparso lo scorso martedì in via Cendon a Silea: a inizio settimana, verrà conferito l'incarico per svolgere l'autopsia sul corpo dell'uomo che, secondo quanto emerso dal primo esame esterno, sarebbe morto per assideramento, steso a terra nel fossato in cui era precipitato.
Il caso ha riacceso i riflettori sull'emergenza abitativa che molte persone affrontano ogni giorno, senza trovare una soluzione concreta. «È un problema complesso, che nasce dall'intreccio tra difficoltà individuali e cause strutturali come la povertà, l'aumento del costo degli alloggi e la carenza di disponibilità degli stessi - afferma la sindaca di Silea Rossella Cendron -. Per affrontarlo servono politiche che vadano oltre l'intervento emergenziale stagionale e che prevedano la trasformazione degli alloggi a disposizione da semplici abitazioni a veri e propri progetti di vita e inclusione».
Per cercare di far fronte al problema, il comune ha avviato il progetto "Casa Solidale" a maggio dell'anno scorso, insieme alla sezione Veneto della Comunità Sant'Egidio Odv. L'iniziativa coinvolge due alloggi Ater di proprietà comunale a Cendon, destinati a quattro persone in emergenza sociale abitativa attraverso la formula del co-housing. A oggi sono state accolte circa dieci persone. L'accordo prevede l'intervento della Comunità a favore di famiglie, minori, adulti e anziani in condizione di fragilità con interventi di socializzazione, accompagnamento, fornitura di aiuti.







