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Dopo il Gran Premio del Qatar, che si è tenuto domenica scorsa ed era il penultimo di questa stagione di Formula 1, il Mondiale è ancora da decidere. Possono vincerlo in tre: l’inglese Lando Norris e l’australiano Oscar Piastri, entrambi della McLaren, e l’olandese Max Verstappen della Red Bull, che dopo aver vinto la gara in Qatar è passato dal terzo al secondo posto nella classifica piloti.

Che questo Mondiale potesse essere vinto da un pilota diverso dai due della McLaren era uno scenario inaspettato fino a poche settimane fa. Norris e Piastri hanno le auto più veloci della Formula 1 (la scuderia infatti ha vinto con grande anticipo il campionato costruttori) e si contendono il Mondiale da inizio anno. Nell’ultimo periodo però la loro inesperienza e soprattutto le strategie poco efficaci della scuderia – prima tra tutte quella di non scegliere un primo pilota, ma ci arriviamo – hanno permesso a Verstappen di recuperare decine di punti e avvicinarsi così al primo posto della classifica.

Dopo il Gran Premio del Qatar, anzi, lo stesso Verstappen ha detto di essere in gara «grazie agli errori di altre persone». Ha persino suggerito che se avesse avuto lui una macchina dominante come quella della McLaren «il campionato sarebbe già finito da un bel po’». Verstappen, in verità, è un pilota molto esperto (ha vinto gli ultimi quattro Mondiali): la sua Red Bull è migliorata molto nel corso della stagione, e lui ci ha messo del suo gareggiando in modo eccezionale. È probabile, insomma, che con queste parole stesse cercando di mettere un po’ di pressione sui piloti della McLaren.