«Se devo rinunciare al quinto titolo Piloti, lo farò con onore». Una frase che potrebbe riassumere perfettamente il pensiero di Max Verstappen e anche di tutta la Red Bull. Straordinari entrambi nella serata di Lusail: per la strategia aggressiva voluta da Hannah Schmitz che ha piazzato l’olandese davanti al duo McLaren — l‘auto favoritissima della vigilia considerando le caratteristiche del tracciato — e per un ritmo dell’olandese da applausi, sia nella gestione gomma sia quando c’è stato da spingere nel finale per tenere lontano Oscar Piastri (2° finale), che ha tentato il ritorno con le Hard più fresche. La volontà del team della bevanda di richiamare Max per primo in entrambe le soste si è rivelata decisiva, con nel mezzo l’errore del team papaya di non differenziare la strategia per i due piloti, soprattutto nella prima sosta nata con l’ingresso della Safety Car dopo il contatto tra Pierre Gasly (16°) e Nico Hulkenberg (out).
Così Max è rientrato, i «papaya boys» no, ed è partita la rimonta dell’olandese. Sarebbe stato il caso di diversificare in McLaren anche considerando che Lando Norris (4°) non ha mai digerito del tutto questa pista e — dopo aver danneggiato il fondo della sua vettura per essere finito sul cordolo di curva 4 — si è trovato a inseguire nel finale dietro alla Mercedes di Andrea Kimi Antonelli (5°) e alla Williams di Carlos Sainz — sul podio (3°) dopo aver preso il cordolo e danneggiato l’auto (secondo podio dopo Baku) — che avevano già fatto le soste.













