Trentuno agosto, GP d’Olanda: un Verstappen all’inseguimento delle imprendibili McLaren, il ritiro di Norris e un Oscar Piastri vincente scappato via in classifica sia nei confronti di Lando (34 punti) sia di Max (104). Quattro gare dopo la situazione è completamente cambiata: con 64 punti recuperati all’australiano, il pilota Red Bull è ufficialmente tornato in battaglia per il quinto titolo Piloti, quello che gli farebbe eguagliare l’ex ferrarista Juan Manuel Fangio, dopo aver «cannibalizzato» l’intero weekend di Austin. Per le due McLaren, fuori entrambe nella Sprint di sabato, c’è ora l’obiettivo chiaro di reagire.

Verstappen è a solo 40 punti di distacco da Piastri e 26 da Norris. Non pochi, ma la sensazione nel paddock è che la Red Bull sia tornata quella di un tempo, dopo l’arrivo dell’ex Ferrari Laurent Mekies a Milton Keynes - al posto dell’epurato Christian Horner - e grazie agli aggiornamenti che hanno dato bilanciamento e grip alla vettura nelle tanto sofferte curve da medio-alto carico. In più il motore spinge forte e i meccanici sono tornati impeccabili ai box, con le movenze di una squadra sicura come ai tempi d’oro.

Lo dimostra un’auto scattante tra le curve texane del Cota, su una pista che doveva essere “amica” del team papaya e che invece non è stata. Così Max ci crede: «Ora sì, se invece qualcuno mi avesse detto di farlo dopo Zandvoort, gli avrei dato dell’idiota». Lui, il pilota che fa sognare le folle, che smuove la marea orange circuito in circuito e che non ha nulla da perdere rispetto a Norris e Piastri, entrambi a caccia del primo Mondiale Piloti in carriera con una pressione alle stelle. Stress con il quale sta facendo più i conti l’australiano, che ora rischia di perdere una vetta certa fino all’Olanda, come capitato in passato ad altri campioni a cinque GP dalla fine: Alain Prost, Michael Schumacher, Mika Hakkinen, Mark Webber, Fernando Alonso, Sebastian Vettel e Mark Webber, per fare alcuni nomi. Oscar ha solo 14punti di vantaggio su Norris (346-332) disperso dai due botti a muro a Baku. Ne può approfittare così Verstappen, che anche a Lando, amico storico di gare al simulatore, può causare un dolore difficilmente sanabile. E che inoltre non ha nulla da perdere, oltre ad avere dalla sua la maturità e il talento più indiscusso di tutta la griglia in grado di farlo vincere anche in altre categorie - vedasi lo scorso mese nel GT al Nurburgring, sulla Ferrari 296- per arrivare in fondo da campione.