Èil gran finale di un duello infinito, tra errori, rimonte e speranze. Lando Norris, Max Verstappen, Oscar Piastri: una battaglia Mondiale arrivata fino ai tramonti di Abu Dhabi, dove domenica (via alle 14 su Sky Sport F1 e in differita su TV dalle 17) si decide un duello da leggenda. Tre piloti in 16 punti, una situazione quasi simile a quella vista nel 2010: l’anno del patatrac Ferrari, del Mondiale perso per via della strategia da Fernando Alonso e vinto per la prima volta in carriera da Sebastian Vettel, con la Red Bull. Una lotta che sulla carta sarebbe dovuta finire molto prima, considerando l’egemonia McLaren vista fino al GP d’Olanda. Poi gli aggiornamenti portati dalla Red Bull da Monza in avanti hanno trasformato una vettura in grado di prendersi cinque vittorie e una Sprint, capace di riaprire un Mondiale soprattutto post-squalifiche per il plank delle due vetture papaya, dopo Las Vegas.

Nelle prime due libere di Yas Marina, Norris parte in netto vantaggio: bilancio trovato subito e primo tempo in entrambe le sessioni. Verstappen, come ogni venerdì, cerca il giusto setup su una Red Bull con una finestra di performance più ridotta, che solo lui riesce a trovare (per due volte 2°, a tre decimi dal britannico nelle FP2). Piastri non ha trovato ancora il feeling con l’auto: 11° a 6 decimi nella seconda sessione, mentre nella prima non ha girato perché costretto a lasciare la vettura a Patricio O’ Ward.