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Il Collettivo Universitario Autonomo di Torino elogia l'irruzione nella redazione della Stampa e avverte: "Ben vengano giornate come quelle di venerdì. Chi contesta non sembra avere intenzione di fermarsi tanto presto"
I pro-Pal continuano ad avvelenare il clima in Italia. L'assalto alla redazione della Stampa a Torino e la vandalizzazione della sinagoga di Monteverde a Roma sono solo gli ultimi episodi di una serie di atti intimidatori contro i giornalisti e la comunità ebraica italiana. Ma evidentemente tutto questo non basta. Anzi, è solo un piccolo assaggio di quello che avverrà prossimamente. Perché nel lungo post Instagram del Collettivo Universitario Autonomo di Torino non si lascia spazio a libere interpretazioni: la protesta è iniziata e non rientrerà, fate bene a preoccuparvi.
Il CUA ha avvertito la necessità di fare chiarezza su quanto accaduto venerdì, denunciando le reazioni univoche e criminalizzanti che hanno saturato il dibattito pubblico dopo l'irruzione nella redazione del quotidiano in via Lugaro. Cosa è accaduto? Il Collettivo non ha dubbi: migliaia di giovani sono scesi legittimamente in piazza per contestare la "manovra finanziaria di guerra" e il ruolo dei giornali italiani, colpevoli di costruire un immaginario complice del genocidio in Palestina e di essere "votato al mantenimento del potere attraverso una trasmissione ideologica completamente veicolata dagli interessi della politica istituzionale".






