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I proclami degli antagonisti crescono di intensità: cercano di deresponsabilizzarsi per giustificare la violenza di Torino e minacciano: “A volte sei incudine, altre martello”
“A volte sei incudine, altre volte sei martello”. È così che si apre l’ennesimo comunicato d’area antagonista in relazione ai fatti di Torino, alle violenze antagoniste contro la polizia, al pestaggio dell’agente con tanto di martello, che solo per un caso fortunato non ha subito danni ben più pesanti. Il tentativo messo in atto è tanto semplice quanto disperato: convincere e convincersi di essere nel giusto, cercare di usare un benaltrismo spicciolo per deresponsabilizzarsi e lavarsi la coscienza davanti a quanto fatto durante la manifestazione di Askatasuna. “Se di ‘violenze’ dobbiamo proprio parlare, perché non nominare quella di chi, per sgomberare un centro sociale, blocca un intero quartiere per settimane e presidia uno stabile vuoto giorno e notte buttando soldi pubblici?”, si chiedono nel comunicato, provando con il populismo a trovare argomentazioni a supporto laddove non ce ne sarebbero.






