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2 DICEMBRE 2025

Ultimo aggiornamento: 7:40

Ho visto con attenzione l’ultima puntata di Report. Ringrazio Giulio Valesini per l’impegno profuso e per l’intuizione.

Da tempo sappiamo che la medicina di base è all’ultimo piatto e non potrà più, come è strutturata, avere un futuro. L’acqua invade da tutte le parti un servizio che non esiste più e che la pandemia ha ampliato a dismisura. Bisogna rifondarla veramente a cominciare dagli studi. Non più medici e specialità (dieci anni) o medici e corso regionale (9 anni) ma una facoltà nuova, come odontoiatria si è separata dalle altre specialità. Medicina del Territorio (5 anni) che porterebbe nuove forze in campo lontane dai sindacati che proteggono l’indipendenza e i voti degli attuali medici di base che sono alla frutta appunto. Medici dipendenti del Ssn allocati negli ospedali pubblici e privati accreditati in reparti “sempre aperti” e disponibili ai cittadini per raggiungere una diagnosi e una terapia utili alla guarigione a contatto con tutti gli specialisti e le attrezzature utili. Così facendo i Pronto Soccorso tornerebbero liberi per le urgenze vere visto che oggi, invece, sono riempiti da chi non ha una assistenza di base e da chi non riesce ad averla visto gli orari limitati degli studi privati accreditati.