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Ultimo aggiornamento: 20:39

Passa per tre regali in manovra, di quelli pesanti, la pace sancita all’interno di Forza Italia dopo lo scontro tra Claudio Lotito, vicepresidente della Commissione Bilancio, e il capogruppo del suo partito al Senato, Maurizio Gasparri che, a dire del presidente della Lazio, avrebbe “tagliato” tutti i suoi emendamenti dalla lista dei segnalati, cioè quelli considerati prioritari. E così, nel nuovo fascicolo della legge Bilancio, per sostituire gli emendamenti degli azzurri dichiarati inammissibili o senza coperture, sono stati inseriti diversi desiderata di Lotito. Assai rilevanti. Spicca un evergreen caro al senatore forzista: l’abrogazione del divieto di pubblicità in forma indiretta di scommesse o gioco d’azzardo. L’emendamento vuole modificare il dl Dignità approvato nel 2018 che vieta “qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, relativa a giochi o scommesse con vincite di denaro nonché al gioco d’azzardo, comunque effettuata e su qualunque mezzo”. Se passasse questo emendamento verrebbe eliminata dal testo la frase “anche indiretta”.

Poi, nonostante il flop conclamato del concordato preventivo – il perno della riforma fiscale di Meloni – cioè una sorta di sconto per le partite Iva che sanano il nero, Forza Italia reinserisce in manovra una nuova sanatoria per invogliare ad accettare l’accordo biennale con le Entrate su imponibile e tasse da pagare. Ci sono ben due emendamenti: il primo alza da 85mila euro a 15 milioni il limite di ricavi o compensi delle imprese; il secondo va rientrare nel concordato anche chi è decaduto. È il caso del contribuente che ha un debito tributario scaduto di importo non inferiore ai 5mila euro che non versa nei termini stabiliti dalla legge una rata della rottamazione-quater.