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25 MARZO 2026

Ultimo aggiornamento: 11:46

“Ha stato Lotito!”. Non solo il ministro della Giustizia Carlo Nordio, la sua responsabile di gabinetto Giusi Bartolozzi, il sottosegretario Delmastro, le tesi farlocche spacciate come verità agli italiani, il passo felpatissimo del ministro degli Esteri Tajani: qualcuno ha provato anche a infilare il nome di Claudio Lotito tra i responsabili della sconfitta del SÌ. Questa la tesi, in sintesi: il NO al presidente della Lazio, che ha svuotato lo stadio Olimpico per diverse settimane, sarebbe poi stato esportato sulle schede elettorali. NO al referendum del 22 e 23 marzo per punire anche Lotito. La tesi, mentre era ancora in corso lo scrutinio del voto, è stata espressa su X dal giornalista parlamentare Alberto Ciapparoni: “È ancora troppo presto per dirlo, troppo, troppo: ma la protesta dei tifosi della Lazio potrebbe aver avuto un peso, per quanto piccolo, comunque determinante, nella vittoria del NO. Purtroppo. Lo dico da convinto assertore del sì”.

Ciapparoni, 13.063 followers, si presenta come “cresciuto a pane, politica e pallone. Giornalista parlamentare-sportivo”. Qualcuno deve avergli fatto notare che va bene tutto, ma di fronte ai numeri, bisogna essere più accorti – lo scarto tra NO e SÌ ha superato i due milioni – e in un messaggio successivo, ha cercato di metterci una pezza: “Allora, visto che se parla un po’, preciso il pensiero: quando ho scritto il post, sembrava, dai dati, un testa a testa. I numeri definitivi sono diversi. Resta un dato: una parte dei tifosi laziali aveva minacciato il NO per protesta contro Lotito: è cronaca”.