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28 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 16:52
Il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dei 15 giuristi promotori della raccolta firme per il referendum sulla riforma Nordio, con cui si chiedeva di sospendere e annullare la delibera del Consiglio dei ministri che il 12 gennaio scorso ha fissato la data del voto al 22 e 23 marzo. Il giorno dopo l’udienza – tenuta martedì mattina – i giudici amministrativi hanno emesso il verdetto, bollando come “infondati” i motivi di ricorso. La decisione è stata emessa sotto forma di sentenza e non di ordinanza: la questione sollevata dai promotori, quindi, viene affrontata anche nel merito e non solo per quanto riguarda la richiesta di sospensione urgente del provvedimento.
I 15 giuristi contestavano la scelta del governo di convocare le urne mentre la raccolta firme era ancora in corso, violando la prassi che prevede di attendere tre mesi dalla pubblicazione della legge: il termine, cioè, entro il quale cinquecentomila elettori, cinque Consigli regionali o un quinto dei membri di ciascuna Camera possono chiedere la consultazione.














