CreditoSecondo gli inquirenti, il ceo di Mps, Luigi Lovaglio, aveva un ruolo di «concorrente esterno» e «facilitatore» dell’operazione1 dicembre 2025All’interno del presunto «concerto» per scalare Mediobanca, il ruolo del ceo di Mps, Luigi Lovaglio, viene definito da fonti investigative come quello di «concorrente esterno» e «facilitatore» dell’operazione. Questo perché, in base a quanto emerso finora dalle indagini, il banchiere «non è interessato al controllo» di Mediobanca, né agisce «nell’interesse di Mps», ma fornisce, secondo la tesi dei pm, «un contributo causale» all’ipotesi di aggiotaggio. Il suo sarebbe, quindi, un presunto «apporto causale alla realizzazione del concerto» assieme a Francesco Gaetano Caltagirone e Francesco Milleri. Proprio il fatto che l’Opas «non è stata fatta nell’interesse della banca», fa sì che Rocca Salimbeni non sia indagata in base alla legge 231 sulla responsabilità amministrativa degli enti.Nessun accertamento su Mef, indagine avanza«Il Mef non è indagato, non è una persona fisica, non è interessato al controllo di Mediobanca e non è oggetto di accertamento». È quanto riferiscono fonti giudiziarie che stanno indagando sull’operazione che ha portato Mediobanca sotto il controllo di Mps. Indagine che, al momento, vede indagati l’imprenditore Francesco Gaetano Caltagirone, il presidente della holding Delfin, Francesco Milleri, e lo stesso ceo di Monte dei Paschi, Luigi Lovaglio, con le ipotesi di un presunto aggiotaggio e di ostacolo alle Autorità di vigilanza.L’indagine, proseguono le stesse fonti «è tutt’altro che conclusa» e, dopo i sequestri realizzati nei giorni scorsi, ora c’è «tanto materiale sul quale bisognerà lavorare». Anche la compagnia Generali, si spiega, «non è oggetto di indagine».In base alle tesi della procura di Milano, la scalata di Mps a Mediobanca «non è stata fatta nell’interesse della banca». Come emerso infatti dai contenuti del decreto di perquisizione, il lavoro dei pm milanesi è partito dalla modalità con cui è stata effettuato il terzo collocamento di una quota di Rocca Salimbeni da parte del Tesoro e da lì sono iniziati gli approfondimenti. Ma l’indagine non è sul Mef («il governo non è interessato a scalare» dicono fonti investigative), così come le modalità dell’Abb non costituiscono un’ipotesi di reato perché «non è una gara pubblica». Da parte del ministero dell’Economia, è emersa piuttosto «l’intenzione, probabilmente, di voler veicolare la partecipazione di Mps a un determinato destinatario».Le stesse fonti definiscono invece un «passaggio rivelatorio» l’esito della successiva assemblea di Mediobanca, nella quale ad agosto scorso i soci bocciano l’operazione su Banca Generali (in cambio della quota del 13% della compagnia Generali in pancia a Piazzetta Cuccia). E anche lì ipotizzano un «concerto», appunto perché in assemblea quel giorno si esprime «una maggioranza concertata che fa saltare l’Ops su Banca Generali». È un’assise che, agli occhi degli investigatori, riveste una «grande importanza», visto che «lì si sono contati». Una sorta di «chiamata a raccolta di tutti quelli che potevano votare contro o astenersi».