Luigi Lovaglio i nodi è abituato a scioglierli. Farà così anche questa volta. Lunedì sera l’amministratore delegato di Mps ha contato le azioni che sono state conferite all’offerta di acquisto e scambio, partendo dal 70,48 per cento contabilizzato venerdì scorso e arrivando all’86,33%. E su quella base deciderà il futuro della controllata Mediobanca. Fin dall’inizio, anche nei momenti più critici, Lovaglio si è sempre dato come obiettivo il 66,7 per cento del capitale di Piazzetta Cuccia, altre percentuali, volte a creare aspettative, non erano state pronosticate da lui. E già arrivare ai due terzi del capitale, per molto tempo e molti osservatori, appariva come una chimera. Ora che l’obiettivo è stato raggiunto e superato, e che il Monte dei Paschi di Siena ha mano libera in Piazzetta Cuccia, inizia la fase più complessa: costruire il futuro.
Mps-Mediobanca, Lovaglio apre il casting per il nuovo ceo: tra i nomi Vinci, Sichel e Viganò
L’ad di Mps lavora al futuro assetto di Piazzetta Cuccia. Oltre alle candidature interne, sul tavolo anche profili esterni come Cocini (Pimco) e Pascuzzi (Goldman Sachs)







